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Home banking... meglio il materasso!

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E’ metà gennaio e grazie ad un incontro di Ambrosetti ho l’opportunità di conoscere Pablos Holman, noto hacker e CEO di un fondo di investimento sulle innovazioni della Silicon Valley.

Non avevo mai conosciuto un hacker di persona, almeno consapevolmente, e l’esperienza è stata molto interessante. Ancor più interessante capire che hacker non è sinonimo di “malandrino” ma bensì di persona curiosa che non riesce ad attenersi alle istruzioni per l’uso.

Da qui la liason tra hacker e innovazione. Lo spirito dell’innovatore infatti è simile per molti aspetti allo spirito di ricerca dell’Hacker, di chi ha l’ambizione di scoprire cosa possa celarsi dentro un sistema, un oggetto, qualunque cosa che venga utilizzata in modalità non convenzionali, accedendo a spazi, porte non previste da chi ne ha pensato la finalità iniziale.

Pensare che Edison, Marconi o Newton fossero hacker analogici… ha una sua suggestione…

Nel corso dell’incontro è stato possibile porre domande a Pablos, ed è qui che un collega del settore bancario ha sollevato il quesito: “Pablos, come vede il futuro del mio settore?”. La risposta è stata netta, tranciante: le banche, cosi come le intendiamo oggi non hanno futuro perché in un mondo in piena trasformazione digitale non se ne vede l’utilità. Per esempio se si invia un euro via bitcoin dagli USA al Sud Africa e lo si fa tornare…si avrà sempre un euro. Se lo si fa con una banca…forse un debito di 10 euro, a causa delle commissioni…e poi, ha concluso Pablos tra il serio e il faceto…è proprio cosi sicuro che i miei soldi siano piu' sicuri nella sua banca che sotto il mio materasso?

Detto da un hacker….

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